Storia e Memoria, anniversari di oggi

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Storia e Memoria .491

ANNIVERSARI DI OGGI”

Foglio periodico – Anno VI – N. 491 – Edizione di Giovedì 02 Luglio 2009

02 LUGLIO

* Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata *

Santi del giorno:

Santo Stefano il Grande (1), San Bernardino Realino,

San Lidano da Sezze abate, Sant’Urbano, Sant’Ottone di Bamberga vescovo,

Santi Processo e Martiniano martiri, San Swithun di Winchester vescovo,

Beata Eugenia Joubert (2), Beato Pietro di Lussemburgo.

Eventi:

1777: Il Vermont diventa il primo stato americano ad abolire la schiavitù.

1897: Guglielmo Marconi brevetta, a Londra, la radio.

1900: Primo volo di uno Zeppelin vicino a Friedrichshafen, Germania.

1937: Amelia Earhart e il navigatore Fred Noonan, scompaiono nel Pacifico, mentre compiono il primo giro del mondo in aereo sulla linea equatore (3).

Morti:

1566: Michel de Notre-Dame (alias Nostradamus), veggente

1778: Jean-Jacques Rousseau, filosofo

1833: Gervasio Antonio de Posadas, politico argentino

1961: Ernest Hemingway, scrittore,

1973: Betty Grable, attrice

1997: James Stewart, attore

(1) Santo Stefano il Grande

(Stefan cel Mare, Voivoda di Moldavia: 1457 / 2 luglio 1504)

Figlio del Voivoda di Moldavia Bogdan II Musat e di Maria-Malina Oltea, fu celebre come strenuo difensore della cristianità nella lotta contro l’avanzata ottomana, ma al tempo stesso esempio di dialogo con il cristianesimo occidentale e con lo stesso islam. Con l’aiuto del principe di Valacchia Vlad III Tepes detto l’“impalatore”, conosciuto in occidente con il soprannome di Dracula, Stefano poté assicurarsi il trono di Moldavia ed essere incoronato tra il 12 ed il 14 aprile 1457. Minacciato dai potenti paesi vicini, respinse gli invasori ungheresi nel 1467 ed invase la Valacchia nel 1471, per liberarla dal vassallaggio Ottomano. Quando il sultano ottomano Maometto II attaccò la Moldavia, Stefano sconfisse gli invasori nei pressi di Vaslui nel 1475 ed a Valea Alba l’anno successivo.

Il 25 gennaio 1475 Stefano il Grande si rivolse ai sovrani cristiani d’Europa per ribadire l’importanza del ruolo svolto dal suo paese nella difesa dell’intero continente: “Il nostro paese è la porta della cristianità finora difesa, con l’aiuto del Signore, ma se questa porta sarà persa, che Dio ci guardi, tutta la Cristianità sarà in grande pericolo”.

Cercò invano l’aiuto dalle potenze europee contro l’Impero Ottomano, ma la sua determinazione nel “tagliare il braccio destro ai pagani” gli valse gli appellativi di “Atleta di Cristo” e “Difensore della Cristianità” da parte del papa Sisto IV (1471-1484), con il quale intrattenne un intenso rapporto epistolare. Dopo il 1484 Stefano dovette contrastare non solo la minaccia Ottomana, ma anche i progetti polacchi ed ungheresi di spartizione della Moldavia, finchè nel 1503 concluse un accordo di pace con il sultano Beyazid II, che ne garantì l’indipendenza, in cambio di un tributo annuale. Benché attraversato da numerose traversie, il lungo regno di Stefano il Grande fu nondimeno caratterizzato da un fiorente sviluppo artistico e culturale: non meno di 44 chiese e monasteri vennero eretti su sua iniziativa in ricordo di ciascuna battaglia vinta ed alcuni di essi sono tuttora patrimonio dell’UNESCO. A metà del XIV secolo, sotto il suo governo la Moldavia raggiunse il periodo del suo massimo splendore.

Stefan morì il 2 luglio 1504 e fu sepolto nel Monastero di Putna, da lui fondato nel 1469 in Bucovina, regione settentrionale della Romania ai confini con l’Ucraina. Gli successe sul trono moldavo suo figlio suo figlio Petru Rares.

E’ venerato come “santo” dalla Chiesa Ortodossa Rumena, il cui Santo Sinodo lo ha canonizzato nel 1992 fissandone la ricorrenza al 2 luglio.

Stefan cel Mare, contemporaneo di Cristoforo Colombo, Leonardo da Vinci e Michelangelo, è attualmente considerato eroe nazionale sia dalla Romania, perché a lui si deve anche l’indipendenza della regione di Bucarest detta Valacchia o Tara Romanesca, che dalla Repubblica Moldova. Quest’ultima ha posto la sua effige anche sulle banconote.

Il sommo pontefice Giovanni Paolo II, durante il suo viaggio apostolico in Romania, il 7 maggio 1999 appena atterrato all’aeroporto di Bucarest affermò nel suo discorso: “Il seme del Vangelo, caduto in suolo fertile, ha prodotto nell’arco di questi due millenni numerosi frutti di santità e di martirio. Penso al Santo re Stefano, “un vero atleta della fede cristiana”, come lo definì il Papa Sisto IV”, riconoscendone così anch’egli la santità, similmente a come avvenuto per altri santi ortodossi inseriti nei mosaici della cappella Redemptoris Mater in Vaticano.

(2) Beata Eugenia Joubert – Francescana

(Yssingeaux, 11 febbraio 1876 / Liegi, 2 luglio 1904)

Figlia degli agiati viticoltori Pietro Joubert e Antonia Celle, nacque l’11 febbraio 1876 a Yssingeaux (Le Puy) in Francia, quarta di otto figli.

Fino ai 16 anni seguì tutto un corso di studio ed educazione civile e religiosa; fino al 1887 dalle Orsoline di Monistral, dove ricevette anche la Prima Comunione; nel 1888 presso le suore di S. Giuseppe nella sua città Yssingeaux e poi dal 1889 al 1892 nel Collegio di S. Maria a Le Puy, condotto dalle suore di Notre Dame.

A 19 anni nel 1895, consigliata dal suo direttore spirituale Rubussier, volle farsi suora tra le religiose della S. Famiglia del Sacro Cuore, a Le Darne; fece il noviziato a St-Denis (1896); e la professione religiosa nel 1897, dedicandosi completamente all’apostolato ed all’insegnamento del catechismo ai ragazzi e fanciulle. Fu in varie case del suo Istituto, in Francia e Belgio: Aubervilliers, Le Puy, St-Denis, Roma, Liegi.

A 26 anni, nel 1902 si ammalò gravemente, nonostante ciò, stette per un anno a Roma dall’aprile del 1903 al maggio del 1904; al suo ritorno a Liegi fu costretta a letto e dopo circa un mese di malattia, si spense a Liegi, il 2 luglio 1904 a 28 anni, ripetendo tre volte il nome di Gesù.

Il suo corpo riposa nella cappella delle suore della S. Famiglia del Sacro Cuore a Dinant. Nella prefazione di una sua biografia: “Un’epopea di fortezza”, il cardinale francese Lépicier ha scritto: “Nella sua corta carriera di religiosa, suor Eugenia ha messo meravigliosamente in pratica l’alleanza di una vita interiore perfetta e di un apostolato attivissimo tra i piccoli. Benedetta fin dall’infanzia dalla Grazia, Ella entra nella vita di perfezione come un gigante”.

Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificata il 20 novembre 1994, sancendo così ufficialmente la santità della sua giovane vita, spesa totalmente al servizio di Dio e aderendo in pieno alla Sua volontà.

(3) Amelia Mary Earhart

(Atchinson, Kansas 24 luglio 1897Oceano Pacifico, 2 luglio 1937)

Celebre aviatrice americana. Nasce nella casa dei nonni ad Atchinson, dove la madre Amy preferisce partorire, mentre il padre, Edwin, fa pratica legale a Kansas City. Dopo due anni e mezzo nasce la sorella, Muriel.

Nel 1914, Amelia decide di frequentare i corsi per infermiera, che la porteranno a prestare servizio in un ospedale militare in Canada, durante tutta la durata della Prima Guerra Mondiale. Nel 1920, all’età di 23 anni, va insieme al padre ad un raduno aeronautico presso il Daugherty Airfield a Long Beach in California e, pagando un dollaro, per la prima volta sale a bordo di un biplano, per un giro turistico di dieci minuti sopra Los Angeles.

È in quell’occasione che decide di imparare a volare. Comincia a frequentare le lezioni di volo e ad un anno di distanza, con l’aiuto della madre, acquista il suo primo biplano, con il quale stabilirà il primo dei suoi record femminili, salendo ad un’altitudine di 14.000 piedi.

Nell’aprile del 1928 il capitano Hilton H. Railey, le propone di essere la prima donna ad attraversare l’Atlantico e il 17 giugno, dopo diversi rinvii per le brutte condizioni del tempo, a bordo di un Fokker F7, chiamato “Friendship” (amicizia), decollano con Amelia Earhart, il pilota Stultz e il co-pilota e meccanico Gordon. Sebbene sia relegata a ben poche funzioni, quando il team arriva in Galles, 21 ore dopo, gli onori sono quasi tutti per lei. Anche il Presidente Coolidge le invia con un cablogramma le sue personali congratulazioni.

All’inizio del 1932 nessun altro pilota, dopo Lindbergh, ha compiuto la trasvolata in solitaria; ci riesce Lady Lindy, come viene soprannominata, impiegando quattordici ore e cinquantasei minuti per volare da Terranova a Londonderry nell’Irlanda del Nord. Sempre determinata e con l’intento di arrivare dove altri hanno fallito diventa la prima persona ad attraversare il Pacifico da Oakland in California ad Honolulu nelle Hawaii.

Nel 1937, quando ha quasi 40 anni, sente di essere pronta per la sfida finale: vuole essere la prima donna a fare il giro del mondo in aereo. Dopo un tentativo fallito, il 1 giugno dello stesso anno, insieme con il navigatore Frederick J. Noonan, parte da Miami e comincia la trasvolata di ben 29.000 miglia che la porterà a San Juan in Porto Rico e poi, seguendo la costa nord-orientale del Sud America, verso l’Africa e quindi in India. Il 29 giugno quando arrivano a Lae in Nuova Guinea, hanno fatto 22.000 miglia e ne mancano solo 7.000 ormai per arrivare alla conclusione del viaggio. Tutto quello che è superfluo nell’aereo viene rimosso per far posto a più carburante che possa consentire approssimativamente 280 miglia extra. Le mappe che Noonan ha a disposizione non si sono rivelate molto accurate, ma ormai sono in prossimità dell’isola di Howland, dove è dislocata la guardia costiera con la quale sono in contatto radio. All’alba del 2 luglio Amelia Earhart chiama insistentemente alla radio: “Dovremmo essere sopra di voi ma non riusciamo a vedervi. Il carburante sta finendo…” A nulla valgono i tentativi compiuti dalla guardia costiera per farsi notare. Probabilmente l’aeroplano si perde e precipita ad una distanza calcolabile fra 35 e 100 miglia dall’isola di Howland.

La notizia fa presto il giro del mondo, il Presidente Roosevelt autorizza le ricerche con l’impiego di nove navi e 66 aerei per un costo stimato di circa quattro milioni di dollari. Le navi e gli aerei impegnati nella ricerca, il cui mandante era amico personale di Amelia, non giungono sul luogo se non dopo cinque giorni.

Le ricerche vengono interrotte il 18 luglio dopo aver cercato su una superfice di 250.000 miglia quadrate di oceano.

Storia e Memoria – 02 Luglio 2009 (Thanks to: Antonio Borrelli, Santi e Beati, Wikipedia)

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Scritto da Staff_NelParmense

luglio 2nd, 2009 at 1:57 am

Pubblicato in Notizie Parmensi

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