Storia e Memoria, anniversari di oggi 3 settembre

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Storia e Memoria .499

ANNIVERSARI DI OGGI”

Foglio periodico – Anno VI – N. 499 – Edizione di Giovedì 03 Settembre 2009

03 SETTEMBRE

* Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata *

Morti:

1402Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano (n.1351)

1658Oliver Cromwell, Lord Protettore d’Inghilterra

1877Adolphe Thiers, uomo politico e storico francese

1883Ivan Turgenev, scrittore

1967Woody Guthrie, musicista e cantautore statunitense

1969Ho Chi Minh, rivoluzionario vietnamita

1982Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale C.C. e Prefetto di Palermo, ucciso dalla mafia assieme alla moglie ed all’agente di scorta (1)

1989Gaetano Scirea, calciatore (n. 1953)

1991Frank Capra, regista statunitense

Santi del giorno:

Santa Basilissa di Nicomedia Vergine e martire, Santa Febe (Phoebe), San Gioannicio Patriarca di Serbia, San Gregorio I, detto Magno Papa, San Mansueto Vescovo, San Marino, San Vitaliano di Capua Vescovo, Beato Andrea Dotti, Beata Brigida di Gesù, Venerabile Teresa Valsè Pantellini (2), Venerabile Virgilio Angioni Sacerdote, Serva di Dio Maria Luigia Velotti del Ss. Sacramento

Eventi:

301 – Indipendenza della Repubblica di San Marino.

1189Riccardo I d’Inghilterra viene incoronato a Westminster.

1777 – La bandiera statunitense sventola per la prima volta nel Maryland.

1911Parma: Dorando Pietri corre e vince la sua gara d’addio (3) .

1943 – 2a Guerra m.: L’Italia firma l’armistizio; verrà reso noto l’8 settembre.

  1. Carlo Alberto Dalla Chiesa

(Saluzzo (CN), 1920 – Palermo, 3 Settembre 1982)

Palermo, Venerdì 3 settembre 1982, ore 21.00 il nuovo prefetto di Palermo, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sta andando a cena con la giovane moglie Emanuela Setti Carraro, di scorta li segue un’Alfetta guidata dall’agente della polizia di Stato Domenico Russo. Giunti in Via Isidoro Carini sopraggiungono due motociclette e un’auto che affiancandosi all’A112 del generale aprono il fuoco a colpi di kalashnikov uccidendoli sul colpo. Sul luogo dell’eccidio, un anonimo cittadino lascia un cartello affisso al muro. Poche parole, una frase che in breve fa il giro del mondo: “Qui è morta la speranza dei siciliani onesti”.

Carlo Alberto Dalla Chiesa nacque a Saluzzo (Cuneo) nel 1920. Nel 1942 divenne sottotenente dell’Arma dei Carabinieri, si laureò in giurisprudenza e fu uno dei capi della Resistenza nelle Marche. Nel 1946, a Firenze, sposò Dora Fabbo, che rimase compagna silenziosa e fedele del futuro generale per più di 30 anni. Nel 1948 fu inviato con il grado di colonnello in Sicilia dove ebbe le sue prime esperienze nella lotta contro la mafia, arrivando all’incriminazione di Luciano Liggio, e, fra il 1966 e il 1973, arrestò 76 capi mafiosi. Nel 1973 venne promosso generale di brigata e trasferito in Piemonte e nel ’77 gli fu affidata la coordinazione degli istituti di sicurezza e di pena. Nel 1978 venne promosso generale con poteri su tutto il territorio e una dipendenza diretta dal Ministero degli Interni fino al 1981 per far fronte alla minaccia del terrorismo.

In tre anni riuscì a distruggere l’organizzazione delle Brigate Rosse e grazie ad una serie di pentimenti oggi possiamo sapere la storia completa di tale gruppo eversivo. Nel 1981, quando il pericolo cessò, Dalla Chiesa fu mandato a Palermo dove la delinquenza persisteva, con l’incarico di prefetto antimafia, però i suoi poteri limitati gli impedirono di agire. Il 3 settembre del 1982, mentre tornava dal palazzo della Prefettura del capoluogo siciliano, fu assassinato da killer mafiosi, insieme alla giovane moglie Emanuela Setti Carraro di 31 anni, con la quale il generale era sposato da soli 54 giorni, e all’agente di scorta Domenico Russo.

L’Agente Scelto Domenico RUSSO nasce a S.Maria Capua Vetere (CE) il 27/12/1950. Quella sera Domenico seguiva con l’auto di servizio, un’Alfetta non blindata, come scorta alla A-112 del Generale e della sua compagna, che vennero trucidati in maniera vile da un commando della Mafia a colpi di Kalashinkov, in quella circostanza, l’auto con a bordo l’autista e l’Agente Russo, venne affiancata da una motocicletta guidata da Pino Greco detto “Scarpuzzedda”, che uccise l’autista e ferì in maniera gravissima il Russo, il quale morì dopo 13 giorni di agonia all’ospedale di Palermo. Domenico lasciava la moglie ed un figlio piccolo.

L’Agente Russo per il suo atto di eroismo venne insignito della Medaglia d’oro al valor civile con la seguente motivazione: “Di scorta automontata per il servizio di sicurezza ad eminente personalítà, assolveva al proprio compito con sprezzo del pericolo e profonda abnegazione. Proditoriamente fatto segno a numerosi colpi d’arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata da parte di alcuni appartenenti a cosche mafiose, tentava di reagire al fuoco degli aggressori nell’estremo eroico tentativo di fronteggiare i criminali, immolando così la vita nell’adempimento del dovere. Palermo, 3 settembre 1982.”


(2) Venerabile Teresa Valsé Pantellini

(Milano, 10 ottobre 1878 – Torino, 3 settembre 1907)

Teresa Valsé-Pantellini nasce a Milano il 10 ottobre 1878 da una famiglia agiata. Dai genitori apprende un vivo senso di carità verso i poveri e un profondo spirito di preghiera, mentre riceve un’accurata istruzione letteraria e artistica e coltiva le virtù umane sotto la guida dolce ma esigente della mamma. A poco più di dodici anni, nel giorno della prima Comunione, avverte la chiamata allo stato religioso e si offre al Signore con profonda gioia; nell’Associazione delle Figlie di Maria troverà in seguito l’ambiente adatto alla sua maturazione. Sia nel collegio sia nella sua casa, dove lusso, agiatezze e divertimenti non le mancano, Teresa vive un costante spirito di lieta mortificazione nascosta. Ed è in spirito di fattivo amore alla povertà che decide di bussare all’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Roma, dove risiede con la famiglia, per donarsi al Signore irrevocabilmente” – come lei stessa dice – nell’educazione delle povere ragazze del popolo. E’ ammessa alla professione religiosa nel 1903, dopo un valido tirocinio come educatrice fra le oratoriane di Trastevere. Fu quello un periodo molto felice. Le consorelle del tempo la ricordano così: “Suor Teresa sapeva prendere le trasteverine per il loro verso: infatti era abile nel tenere la disciplina, passando sopra a mille inciviltà e a vari sgarbi”. Gli sgarbi… Un giorno una delle ragazze, per un rifiuto ricevuto, le sputò in faccia. E lei, che pur aveva sortito un “carattere forte”, sopportò il gesto con ammirevole edificazione di tutti i presenti. Non arrestarono il suo cammino di santità i sintomi sempre più insistenti di un male prima indefinibile, poi via via più evidente, che la consuma. La sua vita di inferma diviene allora vita doppiamente donata. Sente che è giunto il momento di amare la sofferenza – non solo di accettarla – come dono che la unisce al Crocifisso: “Quello che vuoi, o Gesù, lo voglio anch’io, e lo voglio finché lo vuoi Tu, o Gesù mio”. La sfiducia non trova posto nel suo cuore, approdato ormai al porto dell’amore vero. Il 3 settembre 1907 suor Teresa conclude il suo itinerario terreno per incontrarsi con il Gesù della sua scelta irrevocabile. E’ sepolta a Nizza Monferrato. dal 12 Luglio 1982

(3) Dorando Pietri

(Correggio – RE, 16 ottobre 1885Sanremo, 7 febbraio 1942)

Dorando Pietri, noto impropriamente anche come Dorando Petri è stato un atleta italiano passato alla storia per il drammatico epilogo della maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908: tagliò per primo il traguardo, sorretto dai giudici di gara che l’avevano soccorso dopo averlo visto barcollare più volte, stremato dalla fatica. A causa di quell’aiuto fu squalificato e perse la medaglia d’oro, ma le immagini e il racconto del suo arrivo, facendo il giro del mondo e superando la cronaca viva di quei giorni, lo hanno consegnato alla storia dell’atletica leggera. Nessuno ormai ricorda più chi vinse l’oro in quella gara, ma il nome di Dorando Pietri richiama subito uno degli episodi più celebrati delle Olimpiadi. Il dramma di Dorando Pietri commosse tutti gli spettatori dello stadio. Quasi a compensarlo della mancata medaglia olimpica, la regina Alessandra lo premiò con una coppa d’argento dorato. A proporre l’assegnazione del riconoscimento fu lo scrittore Arthur Conan Doyle (l’ideatore di Sherlock Holmes), che secondo alcuni era l’addetto con il megafono che sorresse Pietri al momento dell’arrivo. L’ultima sua gara in Italia, si svolse il 3 settembre 1911 a Parma: una 15 km, vinta agevolmente.

Storia e Memoria – 03 Settembre 2009 (Thanks to: Antonio Borrelli, Fernando Ponzoni, Santi e Beati, Wikipedia)

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Scritto da Staff_NelParmense

Settembre 3rd, 2009 at 2:31 am

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