Teatro del Cerchio ” Operai oggi” SABATO 5 DICEMBRE 2009 ore 21.00

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Teatro del Cerchio di ParmaOperai oggi

di Stefano Angelucci Marino

con Francesca D’Este e Stefano Angelucci Marino

Operai oggi è il risultato di una composizione scenica che valorizza il lavoro di attori, scenografi, musicisti e disegnatori luci fino a comprenderlo nel procedere teatrale. Si tratta di un nuovo racconto teatrale che, tra rimandi ai nodi tematici più significativi dei romanzi di John Fante sul tema del lavoro, e visioni di un certo Abruzzo e di un certo Veneto sospesi tra le pratiche e i simboli dei rispettivi mondi tradizionali, tenta di mostrare lo smarrimento della generazione operaia dei trentenni di oggi.
Siamo nel 2008, a Torino.
Due operai, Tommaso e Chiara, sono sposi da dieci anni. Abruzzese lui e veneta lei. Lui, perfetto metal-mezzadro degli Abruzzi di oggi, tutto centri commerciali,
belle fighe e il mito dell’origine; lei, una donna spaesata, finita, una donna che corre dentro l’inferno dei suoi desideri in profonda solitudine. Schiacciati dentro casa per un’improvvisa Cassa integrazione decretata dall’azienda, i nostri due, come cani in gabbia, raccontano e vivono tensioni, splendori e miserie di un certo operaismo dei giorni nostri, un operaismo che si fa fatica a raccontare. Ne esce fuori uno spaccato in parte comico, in parte tragico. Per la precisione tragicomico.
Il Teatro in Italia è ancora quasi esclusivamente messa in scena, interpretazione di testi. Il suo rinnovamento non dipende dal fatto che si rappresentino testi novecenteschi invece che testi ottocenteschi. Non si vuole dire che la messinscena non sia interessante, ma si pensa che oltre alla messa in scena di testi bisognerebbe considerare altri procedimenti. La
composizione, per esempio. Molti autori praticano da tempo procedimenti compositivi. La composizione, più della messinscena, valorizza il lavoro di attori, scenografi, musicisti, fino a comprenderlo nel procedere teatrale invece che come supporto alla parola. Operare per composizione favorisce i contatti con gli altri linguaggi, ma non ha niente da spartire con l’interdisciplinarità. L’interdisciplinarità è un equivoco che tende a confondere la specificità dei linguaggi, la composizione rispetta le differenze, ne ha bisogno: solo cerca di comprenderle. E’ attraverso la differenza tra linguaggi, la precisa consapevolezza dei caratteri di ognuno, che si possono trovare vicinanze, attinenze, affinità.
Un teatro della
comprensione opera per affinità.
Stefano Angelucci Marino prende due giovani operai dei nostri tempi e li fa precipitare in una stanzetta claustrofobica in cui l’uso di una parlata
infrabruzzese e infraveneta rende vitale e caotico il gioco teatrale.
Ambientato a Torino, in un equilibrio carico di tensione scenica, tra realismo e visionarietà, in questo spettacolo troviamo la forza dirompente di un teatro che diventa il luogo della riapparizione dei tabù, delle verità forti, degli sconfinamenti. Si racconta della disgregazione, della solitudine, della crisi dei valori, dell’incapacità di comunicare tra simili, dell’assenza esistenziale.
Ma in questo
Operai oggi si racconta anche del “Folklore”, ossia la risposta che centinaia di abruzzesi e di veneti negli ultimi anni hanno dato alle proprie ansie e alle personali nevrosi. Cori folkloristici, rappresentazioni a cura di gruppi e compagnie amatoriali e via dicendo, tutte sedicenti operazioni “filologiche”, tutti ossessionati dall’idea di riprodurre “le antiche tradizioni” dei secoli passati “così come erano”. La maggioranza di queste pratiche tanto in Abruzzo quanto in Veneto fa registrare un livello di approssimazione, di sguaiataggine e di arbitrio tale da rendere il tutto inesorabilmente grottesco, o, se preferite, tristemente comico.
Operai oggi è un lavoro teatrale “alimentato” dalla scrittura di John Fante: una comicità trafelata e plateale, l’inquietudine visionaria e ispirata, l’attenzione profonda, eppure mai compiaciuta, al mondo degli ultimi- degli immigrati- e chiaramente la scoppiettante presenza degli ambienti domestici, cioè etnici, come sempre nei romanzi di Fante descritti nel momento della loro implosione, del loro scardinamento a causa delle forze contrapposte che li abitano, generazionali e culturali.

Teatro del Cerchio
via Pini, 16/a 43100 Parma

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Scritto da Staff_NelParmense

Dicembre 5th, 2009 at 1:41 am

Pubblicato in Notizie Parmensi

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