Storia e Memoria, ANNIVERSARI DEL 15 FEBBRAIO

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Bruno Longhi

ANNIVERSARI DEL 15 FEBBRAIO
Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata
Foglio periodico di TWIMC Parma – Anno VI – N. 520 – Edizione del 15.02.2010

OGGI RICORDIAMO:
Martiri di Villa Cadé
e BRUNO LONGHI, nel 65° Anniversario della morte

Eventi:
1637 – Ferdinando III diventa Sacro Romano Imperatore
1798 – Proclamazione della Prima Repubblica Romana
1944 -Inizia l’assalto degli Alleati all’Abbazia di Montecassino
2005 – Viene fondato Youtube

Nati:
1564 – Galileo Galilei, fisico e filosofo italiano († 1642)
1877 – Louis Renault, imprenditore francese († 1944)
1882 – John Barrymore, attore statunitense († 1942)
1898 – Totò, attore e compositore italiano († 1967)
1927 – Carlo Maria Martini, cardinale e arcivescovo cattolico italiano

Morti:
1885 – Flavio Chigi, cardinale italiano (n. 1810)
1926 – Piero Gobetti, giornalista e politico italiano (n. 1901)
1945 – Bruno Longhi. Patriota (n.1909)
1965 – Nat King Cole, cantante e pianista statunitense (n. 1919)
1998 – Oreste Macrì, critico letterario e filologo italiano (n. 1913)
2005 – Carlo Tullio Altan, antropologo e sociologo italiano (n. 1916)

Santi Cattolici:
San Claudio de la Colombiere, Sant’Euseo di Serravalle-Sesia, Santi Faustino e Giovita, Santa Giorgia, San Sigfrido di Vaxjo, San Wilfrido della Gherardesca, Madonna del Conforto, festeggiata ad Arezzo


ANDREOLI MIRKO (“Spumino”)
Coenzo 14 ottobre 1921- Villa Cadé 9 febbraio 1945

Da bambino si trasferì con la famiglia a Parma in via Lago Tana 5. La nobile figura dell’Andreoli fu esaltata da protagonisti della lotta partigiana che lo ebbero al loro fianco, come Ubaldo Bertoli, autore de La Quarantasettesima, uno dei capolavori della letteratura resistenziale, e come Massimiliano Villa, comandante della brigata e autore, insieme con Mario Rinaldi, della documentazione sulla guerra partigiana nelle Valli dell’Enza e della Parma, dal titolo Dal Ventasso al Fuso. Attraverso queste testimonianze, emergono le qualità umane, il coraggio e i generosi impulsi dell’Andreoli. Agli inizi fece parte del primo gruppo Artoni formatosi a Campora, poi entrò nella 47a Brigata Garibaldi, ottenendo in breve il comando del distaccamento Buraldi. La sua cattura avvenne il 5 gennaio 1945 a Bazzano, per una delazione. Fu trucidato dai Nazisti il 9 febbraio 1945 a Villa Cadé insieme ad altri venti martiri, in gran parte parmigiani. Questa la motivazione della riconpensa della medaglia d’oro al valore militare conferita dal presidente della Repubblica con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 agosto 1995: Appena ventenne, sospinto da acceso spirito di rivolta contro l’oppressore, entrava tra i primi nelle formazioni partigiane parmensi, subito emergendo per capacità organizzative ed eccezionale coraggio. Comandante di uno dei più agguerriti distaccamenti della 47° Brigata Garibaldi, trascinava i suoi uomini in molteplici combattimenti. Catturato in un’imboscata e tradotto a Ciano d’Enza centro di martirio per molti partigiani, veniva riconosciuto dal nemico e sottoposto a indicibili torture. Pur martoriato, manteneva un fiero e sprezzante contegno verso i suoi aguzzini che, furenti del suo nobile silenzio, lo assassinavano e abbandonavano il corpo nel mezzo della Via Emilia. Luminoso esempio di virtù militari e civili, è ricordato come un faro della Resistenza parmense per le future generazioni.   (FONTI E BIBL.: P. Tomasi, in Gazzetta di Parma 27 ottobre 1995, 12.)

Luigi Longhi (fratello di Bruno)  da Bolzano a Dachau

Indagando come bisogno di comprendere tutta la valenza tragica dei fatti, la storia di Bruno Longhi è diventata anche la storia di Luigi che parte da Parma attraversa Bolzano e da qui a Dachau. Luigi Longhi nato a Parma l’otto marzo del 1925 fu arrestato e deportato a Bolzano qui sostò per un periodo nel lager di Via Resia a Gries. Trasferito in treno a Dachau perse la vita il 7 marzo 1945 ad Uberlungen a soli 19 anni, il giorno precedente il suo compleanno. Dal luglio 1944 il campo di concentramento di Fossoli a Carpi (Modena) fu dismesso e le deportazioni continuarono verso Bolzano, uno dei quattro campi esistenti in Italia. Progettato per 1500 prigionieri raggiunse la capienza di ben 4000 presenze. Il campo era gestito dalle SS di Verona e segnalato per le pessime condizioni di vita. Luciano Happacher (studioso e ricercatore) stima che furono almeno 11.116 le persone che transitarono da questo campo, tra cui il giovane Luigi. Nel libro di Dario Venegoni “Uomini, donne e bambini nel Lager di Bolzano” sono riportati i dati di Luigi, arrivo e partenza, decesso. La scoperta si deve ad Italo Tibaldi ex deportato di Mauthausen che per tutta la vita ha raccolto le liste dei deportati da Bolzano a Dachau. Liste che gli stessi Alleati entrati nel campo di concentramento riuscirono a sottrarre alla distruzione da parte delle stesse SS. Sono 4075 nominativi, un numero parziale poiché all’elenco mancano almeno altri 5000. Luigi c’è il suo nome arriva perfino a Washington dove esiste copia dell’elenco. Il fratello Giovanni partito in bicicletta da Parma per cercarlo a Bolzano non lo rivide mai più in vita. La sua presenza nel Polizeiliches Durchgangslager – Bozen era stata notata da altri partigiani di Parma. Se si scorre l’elenco dei 4000 sono centinaia i nominativi di prigionieri nativi delle provincie di Parma e Reggio Emilia. Adorni, Affanni, Agazzi, Annigoni, Ascoli, Azzali, Baccarini, Barbieri, Barezzi, Bedogni, Beltramini, Benati, Bertani, Bertoli, Bertolini, Bianchi, Bocchi sono solo poche decine ferme alla lettera B. Per arrivare in fondo all’alfabeto si devono scorrere altre centinaia di pagine. La storia di Bruno e Luigi vive grazie alla testimonianza dolorosa delle sorelle Giacomina e Maria (quest’ultima ancora vivente) e straordinariamente partecipe nell’aver raccontato quanta disperazione abbia vissuto la sua famiglia.

BRUNO LONGHI
(Parma 7 agosto 1909 – Parma 15 febbraio 1945)

Figlio di Ciro. Impiegato contabile presso la ditta Balestrieri di Parma, già nel 1930 aderì alla lotta cospirativa. Nel 1932 venne denunciato al Tribunale speciale per attività sovversiva. Fu prosciolto per amnistia, nel decennale della rivoluzione fascista. Coraggioso, riservato, molto intelligente, conobbe diverse lingue.

Nel movimento clandestino comunista seppe guadagnarsi la stima generale, tanto da essere considerato uno dei protagonisti se non addirittura il principale dirigente di quegli anni. Svolse incarichi delicati e importanti.

Già nel 1941 estese i contatti con le province vicine: promosse una rete di distribuzione della stampa clandestina e di organizzazione politica nelle officine Caproni Reggiane di Reggio Emilia, affidata al meccanico parmense Alceste Bucci, che vi lavorava come pendolare.

Dopo il 1940 contribuì a sviluppare rapporti riservati con uomini rappresentativi di varie tendenze democratiche. Nel 1943 diventò responsabile parmense per la stampa e propaganda. Nello stesso anno fondò La riscossa, unica voce locale di opposizione e di lotta clandestina. Anche in campo giovanile, l’influenza del Longhi fu determinante: contribuì alla formazione politica e organizzativa del Fronte della gioventù a Parma, avvenuta verso la fine del 1943.

Nella primavera del 1944 riuscì a organizzare una stamperia clandestina in strada dei Farnese, pubblicando L’Unità e altro materiale propagandistico. Per la sua partecipazione al gruppo di villa Braga, nel febbraio 1945 venne catturato, torturato e ucciso. Per nascondere l’assassinio, i fascisti ne fecero poi scomparire il corpo.

Fu decorato di medaglia d’oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Dava vita ai primi nuclei di combattimento e, durante un lungo periodo di dura lotta partigiana, svolgeva una intensa attività clandestina. Pur a conoscenza di essere ricercato, proseguiva imperterrito nel suo arduo compito. Arrestato durante una rischiosa missione, resisteva stoicamente alle più inumane torture senza svelare alcuna notizia che potesse compromettere il movimento di Liberazione. Piuttosto che tradire i suoi commilitoni, accelerava la sua morte insultando i carnefici, finché, ridotto agli stremi, si abbatteva esanime al suolo. Esempio magnifico di eroismo e di completa dedizione alla causa di libertà”.

FONTI E BIBL.: Enciclopedia della Resistenza e dell’antifascismo, III, 1976, 405-406; T.Marcheselli, Strade di Parma, I, 1988, 362.

Nell’immagine: Bruno Longhi

Storia e Memoria . 520

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Scritto da Staff_NelParmense

febbraio 15th, 2010 at 3:00 am