Venti anni fa moriva Sandro Pertini, il partigiano al di sopra delle parti

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di Cosimo Pierre

Fu un uomo di azione ma anche di profonde convinzioni. Avvicinò il Quirinale ai cittadini, rappresentando il lato buono e onesto del ceto politico. Fu lui a nominare per la prima volta un Presidente del Consiglio non democristiano

ROMA –  Venti anni fa moriva Sandro Pertini, settimo Presidente della Repubblica, partigiano socialista, forse il Capo dello Stato più popolare. Oggi Giorgio Napolitano lo ha ricordato deponendo una corona di fiori a Piazza di Trevi, nell’antico stabile dove aveva vissuto,anche durante il settenato quirinalizio, insieme alla moglie Carla Voltolina, scomparsa nel 2005. Napolitano ha ricordato l’integrità morale di Pertini e, soprattutto, ciò che lo caratterizzò maggiormente e cioè il fatto che «portò con la sua stessa personalità e iniziativa lo Stato più vicino ai cittadini».

Pertini partecipò attivamente alla guerra di liberazione, come esponente autorevole dei socialisti, accanto a Pietro Nenni. Fu uno dei comandanti militari del Comitato di Liberazione Nazionale e combatté a Porta San Paolo contro i nazisti per difendere Roma subito dopo l’annuncio dell’armistizio. Fu catturato e rinchiuso a Via Tasso, dal quale fuggì grazie ad una temeraria azione dei partigiani. Si trasferì quindi oltre la linea Gotica per combattere il nazi-fascismo e votando il decreto che ordinava la fucilazione di Mussolini. Il 25 aprile era a Milano per la dichiarazione della insurrezione generale, anche se deprecò i fatti di piazzale Loreto, quando il duce, con Claretta Petacci ed altri gerarchi furono appesi a testa in giù sulla pubblica via.

Dopo aver partecipato ai lavori dell’Assemblea costituente ed essere eletto al Senato nel 1948, dal 1953 al 1976 fu sempre confermato alla Camera, di cui divenne Presidente fino all’8 luglio 1978, giorno in cui fu eletto Presidente della Repubblica. Nel suo discorso di insediamento, dopo il giuramento di fronte alle Camere riunite, Pertini ricordò che assumeva l’incarico subito dopo la morte di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate rosse il 9 maggio, al quale quell’incarico sarebbe spettato per il prestigio della figura e l’autorevolezza politica che l’esponente democristiano incarnava.

Il settenato di Pertini si distinse per i tratti cordiali dell’uomo, per l’apertura del Quirinale ai cittadini la domenica e per uno stile da “simpatico nonno” che lo caratterizzò, soprattutto nei numerosi incontri con i giovani studenti delle scuole italiane, che egli amava convocare al Quirinale proprio per rendere il Colle più vicino alle persone. Ma la sua Presidenza, però, coincise anche con uno dei periodi più difficili della storia italiana, in un Paese che sembrava stritolato dal terrorismo e da un impossibile ricambio dei partiti politici al Governo. Nel 1979, provò a dare, per la prima volta nella storia repubblicana dopo la Resistenza, l’incarico di formare l’Esecutivo a Bettino Craxi, che però non andò in porto per la forte reazione democristiana (fino a quel momento unico partito ad esprimere il Presidente del Consiglio). Il tentativo ebbe successo nel 1981, con il I Governo Spadolini e poi nel 1983 con il I Governo Craxi.

Pertini fu anche uomo spigoloso. Il 26 novembre del 1980, dopo una sua visita alle zone terremotate dell’Irpinia, pronunciò il celebre discorso televisivo in cui denunciava le inefficienze dello Stato nei soccorsi e nella ricostruzione. Fu anche uomo al di sopra delle parti, per il quale il senso di umanità doveva sempre prevalere. E così, destando un qualche scalpore, si recò in ospedale per visitare Paolo Di Nella, un giovane neo-fascista, colpito violentemente alla testa e che per questo perse la vita pochi giorni dopo, così come si recò a rendere omaggio, nel 1988, terminato il suo incarico presidenziale, alla salma di Giorgio Almirante. Due anni dopo, il 24 febbraio 1990, moriva nell’amato attico di Fontana di Trevi, per le conseguenze di una caduta accidentale.

Sandro Pertini fu un uomo di azione, certo, ma anche di forti idee e convinzioni e cercò per tutta la vita di presentare un’immagine pulita e convincente del ceto politico. Un elemento davvero inusitato al giorno d’oggi.

Fonte: dazebao.org

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Scritto da Staff_NelParmense

febbraio 25th, 2010 at 6:05 pm

Pubblicato in Notizie,Politica

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