8 marzo: ricordo di Enrichetta Cabassa a 65 anni dalla morte

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(Partigiana “Silvia” 1916 – 1945)
Enrichetta Cabassa (Partigiana “Silvia”), dalla madre Antonietta e dai fratelli Pierino, Eugenio e Emilio veniva chiamata con il nome di Rina. Ha cominciato a lavorare come sarta da Passerini, poi da Giovanni Cordani dove ha iniziato la sua attività cospirativa presso la sartoria in borgo del Carbone che fu centro d’azione contro il regime fascista. Il titolare Giovanni Cordani, trasformò il laboratorio di sartoria in un centro di smistamento della stampa antifascista; vi si ritrovavano Bruno Longhi, Bruno Tanzi, Piero Campanini. L’ attività della Cabassa, era quella di portare dei documenti da una parte all’altra, portare da mangiare ai Partigiani che venivano giù dalla montagna, e i soldi che li faceva a rotoli e poi li consegnava ai Partigiani. Più volte è stata incaricata per la consegna di documenti che teneva in una borsa a doppio fondo. Dovendo Laura Polizzi abbandonare la Città, perché esposta alla cattura, la Cabassa, che aveva il marito disperso in guerra, la sostituì nei pericolosi compiti di staffetta del Comando Piazza. Fu anche staffetta per la delegazione del Comando Nord-Emilia, operando a fianco di Ines Bedeschi, a contatto con Emilio Boni e altri dirigenti. Nel febbraio del 1945 fu inviata in montagna nelle formazioni Partigiane. Militò nella 143° Brigata Garibaldi “Aldo”. Morì a Palanzano in seguito allo scoppio di un ordigno.

Il comunicato della morte diceva così.
CORPO VOLONTARI DELLA LIBERTÀ 143° BRIGATA GARIBALDI “ALDO” NUCLEO DI POLIZIA DI PALANZANO. 8 marzo 1945
Oggetto: Esplosione di ordigno nel locale adibito ad ufficio del Comando Raggruppamento della Montagna.
A seguito del messaggio odierno circa l’incidente avvenuto nel locale segnato all’oggetto, hanno trovatola morte i Patrioti: SILVIA, LUPO, MARCO, Commissario del I° Btg. Montagna, ed il civile BORASCHI ROMANO, classe 1927, di Palanzano.
Dai primi accertamenti eseguiti per stabilire le cause e le responsabilità del fatto è risultato che il giorno 5 andante il Commissario RIBELLE, già appartenente al distaccamento “Tribunale” di stanza a Trefiumi di Monchio delle Corti, ha consegnato a MARCO in Palanzano nell’ufficio Raggruppamento Montagna una bomba “Ballerina” di tipo inglese. Il MARCO avuta la bomba si suppone l’abbia deposta all’interno di un cassetto del bancone a sportelli già esistente nel locale adibito a Comando.

Oggi 8 marzo 1945 il Patriota ROMEO Commissario del Comando Raggruppamento, vedendo che i cassetti del bancone non funzionavano nell’apertura a causa del gonfiamento del legno del bancone stesso, decise di chiamare un falegname per le riparazioni del caso. Alle ore 10,30 il falegname Boraschi Romano, iniziò il lavoro. Probabilmente il falegname lavorando attorno ai cassetti, abbia urtato l’ordigno provocando l’esplosione. Il Patriota ROMEO, unico testimone oculare, rimasto illeso, afferma di non aver veduto nessun esplosivo in ufficio né sui tavoli né in mano ai presenti, mentre il Patriota MAMO afferma che il MARCO quando ricevette la “Ballerina “ dal Patriota RIBELLE, la depose in un cassetto del bancone.
Il Patriota BIONDO piegava un paracadute e tutto ad un tratto, dopo aver visto una fiammata, si trovò in mezzo alle macerie dell’ufficio in parte crollato. Il BIONDO afferma che era a conoscenza dell’esistenza di una bomba tipo “Ballerina” in un cassetto del banco avendola veduta la stessa mattina mentre nei cassetti cercava una busta. Il Patriota WILLY Comandante il I° Battaglione Montagna asserisce che esso era appena entrato nell’ufficio quando vide una fiamma ed anche lui si trovò sbalzato in mezzo le macerie.
Il Patriota BREDA Comandante del Raggruppamento afferma nel modo più assoluto che non era a conoscenza dell’esistenza della bomba in detto sito ed esclude che nessuna altra qualità di esplosivo si trovava nel locale ad eccezione fatta di un sacchetto di munizioni “Bren” rimasto inesploso. La proprietaria dello stabile ove si trovava l’ufficio, è Bresciani Teresa in Montali, di Monchio delle Corti ed il locale era affittato alla Cassa di Risparmio di Parma.
(A cura di Enzo Terenzani e Enrico Maletti)

Per leggere anche la versione in dialetto parmigiano:
http://parmaindialetto.blogspot.com/2010/03/l8-marzo-ricordo-di-enrichetta-cabassa.html

Articolo pubblicato su:http://www.nesti.org/post/1207130346/8+marzo%3A+ricordo+di+Enrichetta+Cabassa#more

ed anche su:http://www.articolionline.net/2010/03/8-marzo-ricordo-di-enrichetta-cabassa.html

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Scritto da Staff_NelParmense

8 Marzo, 2010 at 5:20 pm