Arriva “Argini”, il film che fa parlare la gente del Po

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Sabato 24 aprile alle 16.30 a Boretto (RE) verrà presentata sull’ultima nave del “grande fiume” la pellicola di Umberto Asti che racconta il fiume e la sua gente oggi. Partecipazione aperta a tutti

Sugli argini abitano ancora uomini che parlano con il “grande fiume”, il Po, eredità storica di lungo periodo ma elemento indispensabile per il futuro di chi lo vive ogni giorno. Si festeggerà con una gita fluviale sulla motonave Stradivari la presentazione del film-documento “Argini”, dedicato al Po e alla sua gente, al Teatro del Fiume di Boretto (RE) alle 16.30 di sabato 24 aprile. La Stradivari è l’ultima nave importante a trasportare turisti lungo il Po e anch’essa naviga tra non poche difficoltà a causa della scarsa conoscenza che gli Italiani hanno del loro più grande fiume. “Nelle golene e sugli argini del Po, in quella parte d’Italia dove le province di Reggio Emilia, Parma, Mantova e Cremona si incontrano…”: inizia così “Argini”, un viaggio nel presente di una terra agricola, bagnata dal più lungo fiume italiano. In circa ottanta minuti il film-documento in concorso al premio cinematografico David di Donatello ci racconta – attraverso le voci di chi ci vive e lavora – la cultura odierna del Po e le sue rapide trasformazioni. L’occhio attento di Umberto Asti e le capacità analitiche di Marina Rossi, che con Asti ha collaborato alla “costruzione” del documentario, mostrano attraverso la macchina da presa, luoghi dove si incontrano ancora persone in grado di stupirci con la loro autenticità. Ma per quanto ancora?, si domanda il regista. La risposta Asti la cerca senza trovarla nelle antiche trattorie sotto gli argini, incontrano artisti, parlando con la gente comune.

Questa è terra di nebbie, afa e zanzare ma anche di grandi valori, largamente diffusi e consolidati dalla storia, su tutti il lavoro e la solidarietà. Una terra che rappresenta ancora oggi un esempio di quella provincia sana e laboriosa la cui forza ha permesso all’Italia di risorgere e progredire dopo i disastri della seconda guerra mondiale. Il film nasce dal desiderio di comprendere come questa gente, abituata da sempre a operare in armonia con il territorio e le sue acque anche nelle circostanze più drammatiche, stia vivendo i rapidi e non sempre prevedibili mutamenti arrecati oggi dall’uomo. Come sta affrontando le non sempre limpide leggi imposte dall’economia globale quest’area basata su una solida economia e su avanzati livelli di vita sociale? Quanti giovani vedranno ancora nel lavoro svolto dai padri, sugli argini e sul fiume, una opportunità per il loro futuro? In una fase di così rapide trasformazioni è possibile ancora stabilire una continuità con la cultura e i valori propri di un lembo così vitale del nostro paese? Questi gli interrogativi che il film propone allo spettatore. La partecipazione è aperta a tutti.

Umberto Asti, udinese di nascita ma parmigiano d’adozione, dedica gli anni giovanili al cinema sperimentale. Ha lavorato per oltre un ventennio nell’ambito di una casa di produzione da lui stesso fondata nel 1978 e attraverso la quale ha realizzato numerosi documentari industriali e spot pubblicitari a diffusione nazionale. Da alcuni anni opera come produttore e regista indipendente affrontando soprattutto temi legati al mondo del reale. Tra i documentari realizzati negli ultimi anni meritano citazione “L’altra riva del Don” (1994) “L’uomo del Volga” (1999) e “La vittoria non ha le ali” (2003), girati in Russia con la consulenza storica e la collaborazione artistica di Marina Rossi. “I naviganti” del 2006 e “Chapiteau” del 2007, sono l’ultimo risultato di questa collaborazione.

Per informazioni:   Umberto AstiE-mail: info@umbertoasti.it Sito web: www.umbertoasti.it

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Scritto da Staff_NelParmense

Aprile 24th, 2010 at 1:00 am

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