Medici senza Frontiere GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE (16 OTTOBRE)

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E’ urgente riformare gli aiuti alimentari internazionali per combattere la malnutrizione

I maggiori donatori internazionali forniscono aiuti alimentari di bassa qualità ai bambini malnutriti.
E’ ora di porre fine a questo “doppio standard”.

Roma, 14 ottobre 2010 Oggi a Roma in occasione dell’incontro “Fame di denuncia: perché il cibo non basta”, promosso da Medici Senza Frontiere (MSF) presso il Senato della Repubblica, l’organizzazione medico-umanitaria, attraverso una lettera aperta indirizzata al Governo italiano e a tutti gli altri governi dei paesi donatori, ha chiesto pubblicamente una riforma nella qualità degli aiuti alimentari. (https://www.medicisenzafrontiere.it/immagini/file/comunicati_stampa/lettera_aperta_governo_nut.pdf)

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre, MSF denuncia che i maggiori donatori internazionali –  fra cui Stati Uniti, Canada, Giappone e Unione Europea – continuano a fornire e finanziare l’acquisto di alimenti di bassa qualità dal punto di vista nutrizionale in favore dei paesi in via di sviluppo, nonostante prove scientifiche definitive della loro inefficacia nel ridurre la malnutrizione infantile.

La malnutrizione, nonostante sia una malattia curabile e prevenibile, colpisce 195 milioni di bambini nel mondo, la maggior parte dei quali vive in zone non coinvolte in conflitti armati ed è la causa nascosta del decesso di almeno un terzo degli 8 milioni di bambini sotto i 5 anni che muoiono ogni anno.

La malnutrizione – spiega Gianfranco De Maio, responsabile medico di MSF Italia – non è causata esclusivamente dalla carenza di cibo. I primi due anni di vita sono un arco di tempo critico durante il quale i bambini necessitano di una dieta a base di proteine di alta qualità, grassi essenziali, carboidrati, vitamine e minerali per scongiurare l’insorgere di problemi nello sviluppo psico-fisico o il rischio di morte per malattie comuni. Purtroppo attualmente i programmi di aiuto alimentare non includono tutti questi componenti dietetici essenziali per lo sviluppo e la crescita dei bambini”.

La maggior parte dei programmi nutrizionali per i bambini nei paesi in via di sviluppo, sostenuti a livello internazionale, sono basati quasi esclusivamente su miscele di farine fortificate a base di grano e soia (CBS). Questi cereali non corrispondono agli standard internazionali stabiliti per i bisogni nutrizionali dei bambini sotto i due anni di età.

I donatori internazionali di aiuti alimentari non hanno posto le esigenze nutrizionali dei bambini al centro delle loro politiche per sconfiggere la malnutrizione infantile”, dichiara Unni Karunakara, Presidente internazionale di MSF. “Cibi che non daremmo mai da mangiare ai nostri bambini vengono inviati come aiuto alimentare ai bambini più vulnerabili nelle aree in cui è diffusa la malnutrizione, nell’Africa sub-sahariana e in parte dell’Asia. Questo doppio standard deve finire”.

Paesi che hanno ridotto con successo i livelli di malnutrizione – fra cui Messico, Thailandia, Stati Uniti e molti paesi europei – ci sono riusciti grazie a programmi che assicurano l’accesso di neonati e bambini, anche delle famiglie più povere, a cibo di qualità, come latte e uova. L’assistenza alimentare internazionale ha fallito nel tenere il passo con i progressi fatti dalla scienza in materia di nutrizione per lo sviluppo dei bambini. Nell’ottobre del 2008  una commissione di esperti in nutrizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ammesso l’inadeguatezza dell’uso dei cereali per il trattamento dei bambini malnutriti, anche perché possono addirittura inibire l’assorbimento di proteine fondamentali e altri nutrienti essenziali per il recupero di un bambino malnutrito.

Nonostante il consenso a livello internazionale su quale sia la composizione nutrizionale più appropriata degli alimenti per i bambini malnutriti, i paesi donatori continuano a finanziare e a fornire gli stessi prodotti che sappiamo non essere adeguati per ridurre i decessi legati alla malnutrizione”, dichiara Susan Shepherd, coordinatrice nutrizionale di MSF. “Abbiamo osservato enormi progressi nelle metodologie per proteggere i bambini dalla malnutrizione. Nessun bambino dovrebbe aspettare di esser vicino alla morte per avere accesso ad una nutrizione adeguata necessaria per la sua crescita”.

Le equipe mediche di MSF sono testimoni della devastazione umana causata dalla malnutrizione in tutto il mondo. Nel 2009, MSF ha curato 250.000 bambini affetti da malnutrizione acuta in circa 120 programmi in oltre 30 paesi. MSF ha lanciato la campagna internazionaleStarved for attention – il cibo non basta(http://www.starvedforattention.org) per spingere i paesi che sono i maggiori contributori di aiuti alimentari a fornire alimenti appropriati e risorse adeguate per i programmi nutrizionali nei paesi più colpiti dalla malnutrizione. MSF sta inviando lettere ai capi di Governo coinvolti per chiedere la riforma delle proprie politiche di aiuti alimentari. Decine di migliaia di persone hanno già firmato la petizione che sarà presentata ai leader del G8 alla vigilia del prossimo vertice in Francia nel 2011. E’ possibile firmare la petizione alla pagina web:  http://www.starvedforattention.org/take-action.php

Fino al 16 ottobre, presso la Centrale Montemartini di Roma, è visibile la mostra fotografica multimediale “Starved for attention: il cibo non basta” realizzata da Medici Senza Frontiere (MSF) e dall’Agenzia fotografica VII (Seven), che presenta un nuovo approccio sulla malnutrizione infantile. (Via Ostiense, 106 – ore 9-19)

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Scritto da Staff_NelParmense

ottobre 16th, 2010 at 12:45 am

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