REFERENDUM – La conferenza dei Capi gruppo ha deciso di non decidere.

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Ieri pomeriggio alle ore 18 era prevista la riunione dei Capi gruppo del Consiglio Comunale. Si doveva decidere, fra le altre cose, sull’ammissibilità o meno del quesito referendario presentato dal Comitato NO Inceneritore.
La richiesta di abrogazione delle delibere del Consiglio Comunale che soggiacciono alla autorizzazione della Provincia per la zona del PAI, non è fra le richieste che da Statuto non possono essere oggetto di Referendum.
Nonostante questo, i capi gruppo non hanno avuto il coraggio di dire sì ad una consultazione popolare. Probabilmente anche a causa delle forti proteste delle ultime settimane sotto i portici del grano, non si è avuto neanche il coraggio di dire No. Si è delegato ad un’autorità terza l’espressione di un parere. Questo significa comunque un dilatamento dei tempi che erano già molto stretti, per l’indizione del Referendum. In questo modo, non verrebbe ascoltata la voce popolare che vuole esprimere il proprio parere su una questione così importante. Infatti se si aspetterà fino alla ripresa dei lavori del Consiglio, ai primi di settembre, questo significherà il probabile slittamento del Referendum al 2013, visto che nel prossimo anno a causa delle elezioni amministrative, non sarà possibile una consultazione popolare.
La non decisione presa sembra quindi un modo per allontanare un verdetto imbarazzante per l’esecutivo e per la minoranza; non dimentichiamo infatti che, al momento, i maggiori sostenitori del progetto siedono proprio fra i banchi dell’opposizione. Ancora una volta la volontà popolare non viene assolutamente presa in considerazione; non si rispettano i desideri della cittadinanza e il suo diritto di esprimersi in una questione così basilare per la propria vita e per la propria salute.
Né valgono le giustificazioni addotte dal Presidente Ubaldi, il quale, a titolo personale, afferma che il Referendum non puo’ essere tenuto visto che le opere sono già cantierizzate. Nessuno però ha mai informato i cittadini estensivamente sui rischi di certe decisione prese, né si sono prese in considerazione le alternative, pur esistenti. I lavori sono partiti e oggi sappiamo che sono stati fatti partire anche con gravi irregolarità, ma questo è a tutto vantaggio dei pochi che realmente trarranno profitti da un’opera del genere.
Di nuovo le congiure di palazzo, tarpano le ali e chiudono la bocca alla cittadinanza, nonostante tutte le dichiarazioni di voler ascoltare la voce degli elettori.
Come Movimento 5 Stelle sosteniamo la scelta referendaria e chiediamo che siano rispettati i tempi di risposta, adeguati e necessari, per una richiesta che proviene dalla società civile.
Dovrebbero essere gli stessi amministratori comunali a proporre alla città una consultazione popolare su di un tema così rilevante. Perché non lo fanno? Gli amministratori di Parma che non ascoltano i propri cittadini e si nascondono dietro argomentazioni e pretesti travisano il loro mandato. Non ascoltare la voce della città che chiede una consultazione democratica, valicherebbe il limite del lecito. Dicano la verità e ci spieghino i perché di questa decisione non presa. Allungare i tempi della risposta si traduce in un imbroglio per i cittadini, uomini e donne adulti che non vanno tenuti all’oscuro di nulla e che devono invece essere adeguatamente informati e ascoltati.
Parma in Movimento 5 Stelle

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Scritto da Staff_NelParmense

luglio 26th, 2011 at 9:53 pm

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