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Storia e Memoria, Anniversari del 27 Aprile

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Vita di Caterina Farnese (1637 – 1684)

(per gentile concessione delle Carmelitane Scalze di Parma)

Sul finire del 1661 una notizia inattesa movimentò la tranquilla vita del Ducato di Parma: la sorella del duca, Caterina Farnese, intendeva farsi Carmelitana Scalza. A corte la decisione fu subito considerata come l’ultima e più preoccupante delle innumerevoli bizzarrie della principessa, mentre in città molti si affrettarono a scommettere somme di denaro sul fatto che mai e poi mai ella sarebbe entrata in monastero o che — se vi fosse entrata — vi avrebbe perseverato: tanto universale e solida era la fama da lei conquistata in venticinque anni di capricci e di bizze. Ma Caterina entrò, perseverò e fu monaca autentica: anzi, monaca santa. Ma ora facciamo un passo indietro…

Quattro quarti di nobiltà…

1637: dal duca di Parma Odoardo Farnese e dalla sposa Margherita de’ Medici nasce, blasonatissima, Caterina. I nonni paterni sono Ranuccio I (figlio del celebre Alessandro Farnese) e Margherita Aldobrandini; i nonni materni, Maddalena d’Austria e Cosimo II de’ Medici. Una lista di nomi che non ha bisogno di commenti!

… e altrettanti di originalità

Pochi anni appena, e la bambina incomincia a portare scompiglio nella vita di corte: è imprevedibile, impertinente, ostinata. La sua specialità sono i capricci, specialmente quelli pubblici che, se già tanto mettono in imbarazzo i genitori comuni, per quelli reali devono costituire un vero affare di stato. I suoi «no», poi, sono irrevocabili. A Margherita de’ Medici non resta altro che rassegnarsi. Una volta adolescente, Caterina cambia metodo. Gli scatti incontrollati dell’infanzia rimanevano (e anzi qualcuno passò alla storia, come la distruzione di un preziosissimo collare di pizzo per il solo fatto che non le calzava a pennello); ma ormai la principessa preferiva ricorrere alle più signorili risorse del brio impertinente e della battuta tagliente. Va comunque ribadito che il cambiamento era più di stile che di sostanza; Caterina non aveva certo deposto le armi: le aveva solo raffinate.

Si fanno avanti pretendenti illustri…

Eppure, anche se ben protetti dai difetti, in Caterina c’erano tanti pregi. Era intelligente, brillante, colta. Sapeva anche essere generosa e signorile; era sincera e leale. E se circolavano mille pettegolezzi intorno alle sue bizzarrie, non ne circolava neppure uno riguardo alla sua integerrima moralità. Se a tutto questo aggiungiamo che era ritenuta una delle più belle principesse d’Europa, non c’è da meravigliarsi se ben presto cominciò a ricevere blasonate proposte di matrimonio: alle quali rispondeva di no. O un re, o niente, diceva: questa, almeno, era la motivazione ufficiale.

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Scritto da Staff_NelParmense

aprile 27th, 2010 at 1:40 am