04 Marzo 2017 <<<>>> Gli anni Ottanta di “Letizia forever”

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Una divertente ed emozionante storia raccontata sulle atmosfere dei successi musicali dei “fabulosi anni Ottanta”. Su una sedia sta timidamente seduto un grande uomo con una grande barba, vestito da donna. Letizia viene dal profondo sud e la sua parlata stramba, caricaturale e dialettale genera un’immediata empatia tra lei e il pubblico: il divertimento e l’iniziale sbigottimento colpiscono lo spettatore che subito si lascia coinvolgere dalla stranezza della situazione. Letizia ha al suo fianco un vecchio registratore per musicassette, con tre tasti magici impressi sopra: “il plai, il revve e la pause”. Sono i tasti che scandiscono la sua vita e che le consentono di raccontarsi e di raccontarci cosa le è successo. E inizia con la sua storia confusa, fatta di richiami e memorie, citazioni di Sorrisi e Canzoni e voci di rione, modi di dire e stralci di biografie, canzoni melodiche per esorcizzare una profonda solitudine ed esprimere un tormentato bisogno d’affetto e comprensione. Lei che nell’immaginario collettivo è la classica donna del sud, che si presenta trasandata con le ciabatte e una sottoveste nera, che ascolta solo canzoni di “genere amore” e che si è istruita leggendo i settimanali di gossip racconta la sua storia di diciassettenne siciliana che in seguito alla “fuitina” si ritrova a Milano in una realtà tutta da capire e da provare a cambiare. Il suo linguaggio disarticolato e divaricato, involontariamente comico, trasporta lo spettatore in mezzo alla vicenda, immergendolo nelle trame della storia. Attraverso una lingua nuda e schietta il racconto perde il carattere di finzione e guadagna quello di documento della condizione umana. Salvatore Nocera riempie con un’eleganza timida e delicata il vestito e le scarpe rosa, lo sguardo e le movenze di donna, vestendo con la stessa naturalezza la barba e le fattezze da uomo; le canzoni diventano una terapia utile a dar voce al racconto della donna che, solo azionando il tasto play, riuscirà a far suonare quella voce dentro la testa, così da ripercorrere la fuga d’amore di una donna del sud, ma insieme anche la casa vista-case del nord e la monotonia semplice, brutale, della famiglia. Il registro interamente femminile si sdoppia tra il racconto sgrammatico, esilarante, gettato tutto d’un fiato tra le note da discoteca e la luce stroboscopica e un dialogo intimo e trasognato con il pubblico a luci ferme. Poi, tra una Romantici di Viola Valentino e una canzone di Pupo o Giuni Russo, il nastro si inceppa, qualcosa è successo. Il destino tragico di ignoranza e infelicità ha inseguito Letizia e suo marito. Chi muore quando muore un amore? E chi è davvero Letizia?

sabato 4 MARZO ore 21.15

ingresso 15 euro

biglietti in prevendita presso Parma Point, strada Garibaldi 18 Parma, edicola di Ragazzola e ortofrutta di Roccabianca

prenotazioni 339.5612798  www.teatrodiragazzola.it

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Scritto da Staff_NelParmense

4 Marzo, 2017 at 8:30 am

Pubblicato in Notizie Parmensi

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