Le posizioni dei cattolici fondamentalisti sono inaccettabili.

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Continuano imperterriti. Su vari problemi definiti “eticamente sensibili”, i cattolici fondamentalisti, di cui ormai esiste un gran numero in Italia, sempre più frequentemente assumono posizioni il cui fine ultimo è promuovere una vera e propria restaurazione, tentando di imporre a tutti, cattolici e non cattolici, comportamenti più che discutibili.
Due recenti episodi lo testimoniano ulteriormente.
La decisione del direttore generale della Sanità della Regione Lombardia Carlo Lucchina (si ricorda che il presidente della giunta regionale lombarda è il ciellino Roberto Formigoni) secondo la quale il personale sanitario non può sospendere l’idratazione e l’alimentazione artificiale di Eluana Englaro,  l’articolo di Lucetta Scaraffia, storica del cristianesimo, pubblicata su “L’Osservatore Romano” in prima pagina, nel quale si sostiene che il criterio della morte cerebrale e dell’impossibilità di una respirazione autonoma non è più sufficiente per dichiarare la fine della vita, hanno un significato ben preciso: in questo periodo i cattolici fondamentalisti si trovano di fronte un clima favorevole per assumere delle posizioni retrive e che, se determinassero decisioni definitive da parte delle autorità componenti, farebbero compiere alla società italiana ulteriori passi all’indietro.
Il clima favorevole si manifesta sia all’interno che all’esterno della Chiesa cattolica.
L’elezione a Papa di Ratzinger indubbiamente ha causato una svolta restauratrice nelle gerarchie cattoliche la quale ha stimolato i fondamentalisti, che appunto oggi abbondano in questa religione, ad assumere posizioni che alcuni anni or sono non avrebbero avuto il coraggio di prendere.
Il governo di destra, guidato da Berlusconi,  analogamente è impegnato anch’esso a favorire una svolta restauratrice nella società italiana.
Ma queste tendenze della Chiesa di Ratzinger e del governo Berlusconi sono note da tempo.
Stupisce che l’opposizione a tali tendenze sia decisamente debole.
Il quesito principale da porsi è soprattutto il seguente: l’opposizione è debole perchè chi se ne dovrebbe far carico non intende portarla avanti con decisione oppure la situazione generale è talmente difficile che necessariamente quell’opposizione deve essere debole?
Certo la situazione generale presenta notevoli elementi di difficoltà. Non lo si può nascondere. Ma i soggetti che dovrebbero opporsi non fanno a pieno il loro dovere. E non mi riferisco solo ad alcuni partiti, ad alcune associazioni, ma anche a singoli individui. Anche i singoli cittadini, tutti noi, o almeno coloro che dovrebbero e vorrebbero opporsi, reagiamo in modo del tutto insufficiente.
Occorre reagire con maggiore forza, altrimenti gli spazi di democrazia, gli spazi di libertà, tra qualche annno, si potrebbero ridurre ancora e in modo molto ma molto consistente.
E’ bene riflettere con attenzione e poi promuovere azioni concrete ed incisive.
Non è sufficiente lamentarsi.

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