Corruzione: Italia al 55° posto

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Transparency International, l’Organizzazione mondiale contro la corruzione, ha divulgato due giorni fa, il 23 settembre, in tutto il mondo l’indice di percezione della corruzione 2008 (CPI 2008).

L’indice 2008 copre le indagini sviluppate dal Prof. Lambsdorff dell’Università di Passau nel 2007 e nei primi mesi del 2008. Pochi cambiamenti al top dove resistono sempre gli stessi Stati virtuosi e trasparenti: Danimarca, Nuova Zelanda, Svezia, Finlandia.

L’Italia ha subito una pesante retrocessione (0,4), tornando al voto di 4,8 su 10.
Siamo passati dal 41° al 55° posto, preceduti dalla Slovacchia e dal Sud Africa, e al pari delle Seychelles.
Ci precedono nazioni come la Santa Lucia, le Barbados, il “Saint Vincent e Grenadine”, il Botswana, Porto Rico, Mauritius, Oman, Macao, Bhutan, Capo Verde, Malesia.
Viene evidenziata per quanto riguarda l’Italia una netta distinzione regionale del fenomeno, con regioni che totalizzano un punteggio del 3,3 di corruzione e altre con il 6,3.
La gestione della Sanità è all’origine di corruzione pesante e condizionante, come dimostrano i recenti casi, sia per il peso sulla finanza pubblica che per l’opacità nella scelta dei fornitori che allontanano gli onesti.
“Ogni singola parte della Sanità, proprio per la sua importanza, dovrebbe essere totalmente trasparente: le scelte, i costi, le graduatorie debbono essere visibili e controllabili, in rete, da tutti i cittadini” è il parere di Quintiliano Valenti, Vice-Presidente di Transparency Italia.
La presidente di Trasparency Italia Maria Teresa Brassiolo chiede al ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta di nominare con la massima urgenza un nuovo sottosegretario con la funzione di Alto commissario alla lotta alla corruzione.

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