Armi di distrazione di massa

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Durante il processo di Mani Pulite, i giornalisti assediavano i tribunali. Ogni cosa, ogni minimo particolare veniva riportato sui giornali. Decine di giornalisti si appostavano fuori dai tribunali in cerca di notizie. Il giorno erano lì, la notte erano lì. Le vicende di decine di imprenditori e politici finivano dritte in prima pagina. Non a caso, i giornalisti di quel tesissimo periodo sono stati accusati di aver contribuito psicologicamente ai molti suicidi di imputati.
Era un’informazione onnipresente. Era presente quando veniva arrestato Bettino Craxi. Era presente quando gli indagati si sentivano male e venivano caricati nelle ambulanze.
Oggi tutto è cambiato. Nessuno che avesse fatto una bella diretta televisiva dall’aula del processo per corruzione di Silvio Berlusconi. Eppure è il nostro presidente del Consiglio, non capita tutti i giorni. Il caso Dell’Utri, sparito. Si è parlato un po’ del processo di Totò Cuffaro, ma solo perché il condannato festeggiava con un bel vassoio di cannoli siciliani.
I giornalisti si sono inzerbiniti. Oltre ai soliti noti Travaglio, Gomez, Beha, Corrias e pochi altri, non abbiamo più giornalisti degni di essere chiamati in questo modo.
Decidono loro le cose da dire. Decidono loro su cosa possono riflettere le persone. Hanno un grande potere. Sono armi di distrazione di massa.

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