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Arriva “Argini”, il film che fa parlare la gente del Po

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Sabato 24 aprile alle 16.30 a Boretto (RE) verrà presentata sull’ultima nave del “grande fiume” la pellicola di Umberto Asti che racconta il fiume e la sua gente oggi. Partecipazione aperta a tutti

Sugli argini abitano ancora uomini che parlano con il “grande fiume”, il Po, eredità storica di lungo periodo ma elemento indispensabile per il futuro di chi lo vive ogni giorno. Si festeggerà con una gita fluviale sulla motonave Stradivari la presentazione del film-documento “Argini”, dedicato al Po e alla sua gente, al Teatro del Fiume di Boretto (RE) alle 16.30 di sabato 24 aprile. La Stradivari è l’ultima nave importante a trasportare turisti lungo il Po e anch’essa naviga tra non poche difficoltà a causa della scarsa conoscenza che gli Italiani hanno del loro più grande fiume. “Nelle golene e sugli argini del Po, in quella parte d’Italia dove le province di Reggio Emilia, Parma, Mantova e Cremona si incontrano…”: inizia così “Argini”, un viaggio nel presente di una terra agricola, bagnata dal più lungo fiume italiano. In circa ottanta minuti il film-documento in concorso al premio cinematografico David di Donatello ci racconta – attraverso le voci di chi ci vive e lavora – la cultura odierna del Po e le sue rapide trasformazioni. L’occhio attento di Umberto Asti e le capacità analitiche di Marina Rossi, che con Asti ha collaborato alla “costruzione” del documentario, mostrano attraverso la macchina da presa, luoghi dove si incontrano ancora persone in grado di stupirci con la loro autenticità. Ma per quanto ancora?, si domanda il regista. La risposta Asti la cerca senza trovarla nelle antiche trattorie sotto gli argini, incontrano artisti, parlando con la gente comune.

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Scritto da Staff_NelParmense

24 Aprile, 2010 at 1:00 am

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“Ricordando Geronimo” con il regista Umberto Asti

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Umberto AstiPresentazione di due documentari inediti per Parma al Cinema Edison giovedì 17 dicembre 2009 ore 21. Ingresso gratuito

Moile… moile” e “Quarta dimensione”. Due documentari inediti per Parma, girati dal regista Umberto Asti a undici anni di distanza l’uno dall’altro, verranno presentati il prossimo 17 dicembre alle ore 21 al cinema Edison, nel corso di una serata speciale dedicata all’ambiente e al rapporto dell’uomo con il suo territorio. I due filmati, che ottennero in passato prestigiosi riconoscimenti, appaiono come aspetti contrapposti di un problema ormai incombente che sembra riecheggiare nella frase profetica attribuita a Geronimo: “Uomo bianco, morirai sepolto dalla tua spazzatura”. Geronimo, ultimo capo pellerossa ad arrendersi all’esercito degli Stati Uniti nel 1886, e prima di lui Seattle, un altro capo indiano, predissero tutta la drammaticità delle conseguenze che l’uomo occidentale avrebbe causato con il suo irresponsabile comportamento. “Leggendo la meravigliosa lettera di Seattle al presidente americano Pierce – commenta Umberto Asti – si può meglio comprendere la filosofia di vita dei pellerossa, filosofia che richiama quella di molte popolazioni che appartengono a una cultura diversa e meno frenetica della nostra, e che viene da noi presuntuosamente definita primitiva”. “Ricordando Geronimo” è il titolo della serata scelto dal regista proprio per ricordare le parole profetiche dell’ultimo capo indiano che calzano a pennello per i due lavori che verranno presentati e che si contrappongono l’uno all’altro.

Moile… moile”, della durata di 50 minuti, fu girato nel 1985 nell’isola di Siberut, nell’arcipelago indonesiano delle Mentawai. Asti vi trascorse quattro mesi con altri due compagni di viaggio che avevano il compito di sviluppare una ricerca sulle popolazioni locali, in un periodo in cui ancora non esistevano collegamenti regolari tra le Mentawai e le altre isole dell’arcipelago, e mancavano i mezzi di comunicazione odierni. Nonostante questo però Asti iniziava a dimenticare col tempo e senza troppa fatica le comodità lasciate in Italia e ad apprezzare lo stile di vita degli indigeni. Come lui stesso sottolinea “tra gli abitanti, gli animali e l’ambiente c’era armonia”. E’ a quel punto che la macchina da presa iniziò ad operare: il regista voleva spiare le azioni, voleva osservare in maniera non invadente, con rispetto e discrezione, senza sguardi “in macchina” e con pochi movimenti misurati. “Non dovevano esserci spiegazioni da cinema didattico – continua Asti – con voci estranee che coprissero il “canto” della foresta, ma solo un tentativo di riportare il “respiro” di quei luoghi, un respiro unico tra uomini, animali e gli elementi della natura, dal ritmo lento come il saggio comportamento dei Mentawaiani: “moile, moile” appunto, “piano, piano” nella lingua locale. Questo film, inedito per la televisione, per merito della Cineteca di Bologna che nel 2008 si è offerta di restaurarlo, oggi è tornato “a vivere”. Nel commentare il documentario, il critico e saggista cinematografico Tullio Masoni lo definisce forse l’esito più alto e poetico raggiunto dall’autore . Read the rest of this entry »

Scritto da Staff_NelParmense

17 Dicembre, 2009 at 2:42 am

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